Ambientalismo
06 marzo 2024

Per capire il clima non basta il mito della temperatura media

INTERVISTA A FERENC MISKOLCZI


         


Membro dell’Accademia delle Scienze d’Ungheria e professore di fisica, Ferenc Miskolczi è stato per oltre 8 anni Direttore del Dipartimento di Radiazione atmosferica dell’Istituto di Fisica dell’atmosfera di Budapest, per 4 anni ha insegnato in Nigeria al Dipartimento di fisica dell’università di Calabar, ha svolto ricerca negli Stati Uniti per oltre 10 anni al Dipartimento di meteorologia dell’università di Maryland, e ha collaborato con la Nasa. Mi piace in particolare citare che è stato anche in Italia, per due anni, all’università di Bologna, al Centro internazionale di fisica teorica di Trieste e, presso l’università di Modena, all’Istituto del Cnr per lo Studio delle metodologie geofisiche ambientali. La sua recente ricerca riguarda i problemi di trasferimento radiativo quantitativo e l’effetto serra planetario. 


Professore, i risultati delle sue analisi di 61 anni di dati si aggiungono ai molti altri risultati di decine di scienziati che mettono una pietra tombale alla fatiscente congettura del riscaldamento globale di origine antropica, ipotizzata da Svante Arrhenius, premio Nobel per la chimica nel 1903.


«Secondo questa congettura l’effetto serra dovrebbe aumentare con la concentrazione di gas serra nell'atmosfera. In 61 anni di dati, la concentrazione di CO2 è aumentata costantemente ma l'immaginario conseguente effetto serra non è aumentato: la teoria del riscaldamento globale antropogenico è empiricamente falsificata. I fatti negano l'esistenza di un effetto serra di tipo Arrhenius». 


Cosa controlla la temperatura del pianeta?


«Il vero controllo della temperatura superficiale media globale dipende essenzialmente da due soli fattori: l'apporto radiativo del Sole e la onnipresente copertura nuvolosa media globale mantenuta dal ciclo idrologico». 


Questo è ciò che dicono qui da noi in Italia i professori Nicola Scafetta e Franco Prodi. Ma secondo lei andrebbe addirittura rivista la fisica dell’effetto serra


«Sì. Nell'ultimo decennio sono state sviluppate equazioni teoriche fondamentali per descrivere e comprendere lo stato di equilibrio radiativo medio globale del sistema Terra-atmosfera. Utilizzando le leggi consolidate della fisica della radiazione, è stato dimostrato che i parametri climatici chiave del pianeta possono essere dedotti teoricamente a partire da considerazioni puramente astrofisiche e da alcune ipotesi plausibili sulla composizione della superficie planetaria e sulla struttura dell'atmosfera. Si dimostra inoltre che il sistema Terra-atmosfera è in equilibrio radiativo e possiede una costante solare teorica. L'effetto serra previsto dalla teoria di Arrhenius non è coerente con l'esistenza di questo equilibrio radiativo. Di conseguenza, l'effetto serra della CO2 attualmente utilizzato nella congettura di riscaldamento globale d’origine antropica è semplicemente impossibile. 

Il pianeta Terra obbedisce alle leggi fondamentali della fisica delle radiazioni, e gode di un clima stabile perché il ciclo idrologico costringe il sistema climatico a mantenere il caotico campo di umidità e vento della parte superiore della troposfera, l'equilibrio della copertura nuvolosa e delle precipitazioni e a spostare il calore latente tra i diversi serbatoi geologici, come richiesto dall'energetica planetaria. 

In presenza di un riscaldamento globale – qualsiasi sia la causa – una sua eventuale correlazione con le proprietà di assorbimento infrarosso dell'atmosfera si rifletterebbe nelle proprietà di assorbimento. Ma a fronte del riscaldamento – che è evidente – non si osserva alcun cambiamento nelle proprietà di assorbimento, e così queste non possono essere la causa del riscaldamento. 


Comunque un riscaldamento globale c’è…


«Nessuno lo nega, tuttavia è difficile caratterizzare il clima con il solo parametro della temperatura superficiale media globale. Secondo me il riscaldamento globale non ha nulla a che fare con l'inesistente effetto serra della CO2 dovuto alla combustione di combustibili fossili».


Come fa a dirlo?


«Secondo i miei risultati quantitativi, l'aumento dei livelli di CO2 non ha aumentato il potere di assorbimento del flusso globale medio dell'atmosfera».


Dove la teoria tradizionale dell'effetto serra commette il suo errore fondamentale?


«La teoria tradizionale non considera le nuove leggi fisiche dei flussi radiativi in infrarosso del sistema Terra-atmosfera. Queste leggi pongono forti vincoli energetici a un sistema in equilibrio radiativo. Inoltre, la teoria classica dell'effetto serra non è adatta a chiarire quantitativamente il ruolo della copertura nuvolosa media globale». 


Perché questi errori sono sfuggiti finora?


«Probabilmente non si è disposti ad ammettere che una teoria vecchia di 100 anni possa essere sbagliata: essa non si applica alle atmosfere planetarie finite e semitrasparenti». 


Nella sua teoria l'effetto serra si autoregola e si stabilizza in risposta all'aumento dei livelli di CO2. Leggendo alcuni suoi articoli, ho capito che lei ha identificato (forse scoperto) una "costante di serra" che mantiene l'effetto serra in equilibrio. Ho capito bene? 


«Sì. Questa nuova costante di serra governa contemporaneamente l'equilibrio radiativo e la conservazione dell'energia e del momento della radiazione. Contrariamente a quanto previsto dall'Ipcc (il Comitato dell’Onu sui cambiamenti climatici, ndr), la nostra atmosfera adatta continuamente le sue proprietà di assorbimento a questa costante di serra e, di conseguenza, il suo potere di assorbimento non aumenta».


Secondo la sua teoria l'equilibrio radiativo planetario è mantenuto dalla copertura nuvolosa media globale. Vuole spiegare?


«La copertura nuvolosa è opaca alla radiazione infrarossa e quindi l'equilibrio radiativo planetario deve essere stabilito dalla radiazione infrarossa totale emessa dalla superficie del pianeta non coperta da nubi  e dalla superficie superiore delle nubi. I parametri fondamentali sono quindi la frazione di copertura nuvolosa e l'altezza dello strato nuvoloso medio globale. In teoria, in condizioni di equilibrio, il nostro pianeta deve avere una copertura nuvolosa del 66,2% a un'altitudine di 1,92 km. Questi dati sono verificati empiricamente».


Insomma secondo lei non esiste alcun effetto serra basato sulla CO2. Esiste piuttosto una costante – questo spessore ottico costante – che determina l’equilibrio radiativo. Esistono falsificazioni di questa teoria?


«La parte teorica della teoria non è mai stata messa in discussione nella letteratura scientifica. Per quanto riguarda la parte di osservazione-simulazione, chiunque abbia una conoscenza di base del trasferimento radiativo in infrarosso, con una struttura atmosferica media globale realistica dovrebbe essere in grado di calcolare lo spessore ottico di equilibrio. Questa è l'unica grandezza fisica fondamentale. Finora questa grandezza non è stata verificata o falsificata. Sperabilmente, prima o poi verranno pubblicati lavori con una soddisfacente accuratezza quantitativa».


Cosa pensa delle scelte politiche sul tema?


«L'ipotesi del riscaldamento globale basato sull'effetto serra della CO2 è un artefatto politicamente motivato, senza alcun fondamento teorico o empirico. Senza prove scientifiche, il dibattito sul catastrofico riscaldamento globale dovuto alla CO2 antropica dovrebbe essere abbandonato e i politici dovrebbero concentrarsi sulle questioni ambientali e sociali più urgenti per l'umanità. La recente crisi energetica mondiale è un segnale di avvertimento del fatto che la promozione della cosiddetta energia verde non risolve la carenza di energia né aiuta a proteggere l'ambiente dall'inquinamento. Il clima non ha bisogno di essere protetto, ma l'ambiente pulito sì».


Franco Battaglia










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