Mons. Viganò
14 maggio 2022

I frutti avvelenati dell’Accordo sino-vaticano sono ormai evidenti. La chiesa bergogliana preferisce tacere sulla persecuzione dei Cattolici della Chiesa clandestina
Dichiarazione di Mons. Carlo Maria Viganò sull'arresto del Card. Zen

DICHIARAZIONE

sull’arresto di Sua Eminenza il Card. Joseph Zen



è stata diffusa ieri la notizia dell’arresto del Card. Joseph Zen da parte delle autorità di Hong Kong. Responsabile delle indagini è la sezione di Polizia speciale costituita dal Governo di Pechino per vegliare sulla sicurezza nazionale cinese, ossia per reprimere qualsiasi forma di dissenso o di protesta per le violazioni dei diritti umani della dittatura comunista.


L’anziano Porporato – che in passato espresse forti critiche all’Accordo segreto stipulato tra il Regime cinese e la Santa Sede – è stato interrogato e poi rilasciato su cauzione, mentre gli è stato sequestrato il passaporto. Quanto accaduto costituisce una gravissima violazione delle libertà e dei diritti di cui gode ogni persona umana, tanto più deprecabile trattandosi di un Cardinale di Santa Romana Chiesa. La Sala Stampa vaticana, con evidente imbarazzo, si è limitata ad esprimere «preoccupazione», senza presentare formali proteste al Governo di Pechino. Solo pochi giorni prima altri dieci sacerdoti della comunità di Baoding, appartenenti alla Chiesa clandestina, sono stati prelevati e destinati alla “rieducazione” forzata dal Partito Comunista Cinese perché non disposti ad aderire alla setta patriottica, allungando la serie di soprusi e sopraffazioni contro i Cattolici fedeli della Chiesa sotterranea.

I frutti avvelenati dell’Accordo sino-vaticano sono ormai evidenti. La chiesa bergogliana preferisce tacere sulla persecuzione dei Cattolici della Chiesa clandestina, dopo averli consegnati alle ritorsioni della setta patriottica e del Partito Comunista Cinese. In cambio, Pechino ricompensa i suoi servigi con cospicui finanziamenti annui: i mercenari si lasciano comprare per trenta denari, che grondano del sangue dei martiri della Chiesa del silenzio.

Quando il Card. Zen, nel settembre del 2020 alla vigilia del rinnovo di quel famigerato Accordo, venne a Roma per incontrare Bergoglio, questi lo umiliò con uno sdegnato rifiuto, a causa della ben nota posizione del Porporato cinese sull’Accordo e sulle sue ripetute violazioni. Questa offesa a un Principe della Chiesa ha dato un chiaro segnale alla dittatura cinese, che si è sentita libera di agire senza temere conseguenze o prese di posizione da parte del Vaticano; il cui inquilino trova però il tempo per ricevere alti esponenti del Nuovo Ordine Mondiale, rappresentanti del globalismo e della finanza usuraia, dittatori e criminali di guerra, fino alle mogli dei combattenti del battaglione neonazista Azov, che negli scorsi giorni avevano usato i civili come scudi umani durante l’assedio russo dell’acciaieria di Azovstal. Qualcuno ha fatto notare che l’attivista russo-canadese Pyotr Verzilov ha accompagnato le due mogli ucraine all’Udienza papale: si tratta del fondatore e portavoce del gruppo femminista Pussy Riot, noto per le profanazioni e i sacrilegi compiuti in Russia contro le chiese ortodosse, sul modello di Femen in Occidente. Lascia sconcertati che sia ammesso in Vaticano il rappresentante di un movimento anticristiano che ha fatto della blasfemia il cuore della propria azione eversiva.

Questo atteggiamento di rara doppiezza, ma tutt’altro che ambiguo, mostra come la deep church di Bergoglio sia totalmente allineata non solo alla narrazione psicopandemica, ma anche alla folle gestione della crisi russo-ucraina da parte del deep state. Il Card. Zen si aggiunge alla lista dei Porporati dei Dubia, ai quali Bergoglio non ha mai risposto né ricevuto, mentre verga di propria mano la lettera a James Martin sj. Con quell’ennesimo endorsement egli conferma la volontà di normalizzare nella Chiesa Cattolica il pansessualismo dell’infame ideologia LGBTQ, con la conseguente perdizione eterna di tante anime.


La saggezza e la prudenza della diplomazia vaticana, preziosa eredità di secoli, ammirata da tutte le Cancellerie del mondo, oggi sotto la guida di Pietro Parolin è un lontano ricordo: interessi cortigiani, profitti economici e criminali connivenze prevalgono senza vergogna di fronte a Dio e di fronte agli uomini. I fedeli guardano con scandalo alla trasformazione della Santa Sede in una spelonca di ladri (Lc 19, 46).

Esorto i miei Confratelli e i laici a sostenere con la preghiera Sua Eminenza in questo difficile momento, esprimendoGli al contempo vicinanza e solidarietà. Le prove alle quali il Card. Zen è sottoposto possano meritare dal Cielo quella ricompensa che il Signore ha promesso a coloro che servono la Santa Chiesa con fedeltà e che rimangono saldi nella Fede, senza lasciarsi contaminare dallo spirito del mondo.


+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo



13 Maggio 2022

Anniversario dell’apparizione

della Beata Vergine Maria a Fatima

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English Version

DECLARATION

on the arrest of His Eminence Cardinal Joseph Zen



Yesterday it was announced that Cardinal Joseph Zen has been arrested by the authorities in Hong Kong. The investigation and arrest was made by the special police section set up by the government of Beijing to watch over Chinese national security, that is, to suppress any form of dissent or protest over the violations of human rights committed by the Chinese dictatorship.


The elderly Cardinal – who in the past has expressed strong criticism of the secret Agreement signed between the Chinese regime and the Holy See – was interrogated and then released on bail. His passport was also confiscated. What has happened is a very grave violation of the freedoms and rights enjoyed by every human person, all the more deplorable in the case of a Cardinal of the Holy Roman Church. The Vatican Press Office, with obvious embarrassment, limited itself to expressing “concern” without making any formal protest to the Beijing government. Only a few days earlier, ten other priests of the Baoding community, who belong to the clandestine Church, were abducted and sent to forced “re-education” by the Chinese Communist Party because they were unwilling to join the patriotic sect, adding to the list of abuses and oppression against Catholics who are faithful to the underground Church.


The poisoned fruits of the Sino-Vatican Agreement are now apparent. The Bergoglian church prefers to remain silent about the persecution of Catholics who belong to the clandestine Church after having handed them over to retaliations at the hands of the patriotic sect and the Chinese Communist Party. In exchange, Beijing rewards the Holy See for its services with substantial annual funding: the mercenaries allow themselves to be bought with thirty pieces of silver that are dripping with the blood of the martyrs of the Church of silence.


In September 2020, on the eve of the renewal of that infamous Agreement, Cardinal Zen came to Rome to meet Bergoglio, who humiliated him with an indignant refusal to meet with him because of the Chinese Cardinal’s well-known position on the Agreement and its repeated violations. This affront against a Prince of the Church gave a clear signal to the Chinese dictatorship, which then felt free to act without fearing consequences or that the Vatican would take a position. The tenant of the Vatican, however, finds time to receive high-ranking representatives of the New World Order, representatives of globalism and usurious finance, dictators and war criminals, and even the wives of the soldiers fighting in the neo-Nazi Azov battalion, which in the past few days used civilians as human shields during the Russian siege of the Azovstal steel plant. Someone pointed out that the Russian-Canadian activist Pyotr Verzilov accompanied two Ukrainian wives to the papal audience: he is the founder and spokesman of the feminist group Pussy Riot, known for carrying out profanations and sacrileges against Orthodox churches in Russia, following the model of Femen in the West. It leaves us disconcerted that the representative of an anti-Christian movement that has made blasphemy the heart of its subversive action has been admitted to an audience at the Vatican.


This attitude of unequalled duplicity, that is anything but ambiguous, shows how Bergoglio’s deep church is totally aligned not only with the psycho-pandemic narrative but also with the insane management of the Russian-Ukrainian crisis by the deep state. Cardinal Zen is added to the dubia Cardinals in the list of those to whom Bergoglio has never responded to or received in audience, even as he has personally handwritten a letter of support to James Martin, S.J. With that umpteenth endorsement, Bergoglio confirms that he intends to normalize the pan-sexualism of the infamous LGBTQ ideology within the Catholic Church, and along with it the consequent eternal perdition of many souls.


The wisdom and prudence of Vatican diplomacy, a precious legacy of centuries of experience that was once admired by all the Chanceries of the world, is today under the guidance of Pietro Parolin but a distant memory: courtly interests, economic profits, and criminal connivances all shamelessly prevail right before the eyes of both God and men. The faithful look on scandalized at the transformation of the Holy See into a den of thieves (Lk 19:46).


I exhort my brother Bishops and Priests as well as faithful laity to support His Eminence with prayer, expressing your closeness and solidarity with him at this difficult time. May the trials to which Cardinal Zen is being subjected merit from Heaven that reward which the Lord has promised to those who serve the Holy Church with fidelity and who remain steadfast in the Faith, without allowing themselves to be contaminated by the spirit of the world.


+ Carlo Maria Viganò, Archbishop



13 May 2022

Anniversary of the apparition

of the Blessed Virgin Mary at Fatima









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