Mons. Viganò
31 agosto 2021

Mons. Viganò: LIBERA NOS A MALO Considerazioni sul Great Reset e sul Nuovo Ordine Mondiale

Sua Eccellenza Mons. Carlo Maria Viganò



LIBERA NOS A MALO


Considerazioni sul Great Reset


e sul Nuovo Ordine Mondiale

Nessuno farà parte del Nuovo Ordine Mondiale finché non compirà un atto di culto a Lucifero.


Nessuno entrerà nella Nuova Era finché non avrà ricevuto l’iniziazione luciferina.



David Spangler


Direttore del progetto Planetary Initiative delle Nazioni Unite


(Reflections on the Christ, Findhorn, 1978)



Da più di un anno e mezzo assistiamo impotenti al susseguirsi di eventi incongruenti ai quali la maggior parte di noi non è in grado di dare una giustificazione plausibile. L’emergenza pandemica ha reso particolarmente evidenti le contraddizioni e le illogicità di misure nominalmente intese a limitare i contagi – lockdown, coprifuoco, chiusure di attività commerciali, limitazioni dei servizi pubblici e delle lezioni, sospensione dei diritti dei cittadini – ma che quotidianamente vengono sconfessate da voci discordanti, da prove evidenti di inefficacia, da contraddizioni da parte delle stesse autorità sanitarie. Inutile elencare i provvedimenti che quasi tutti i governi del mondo hanno adottato senza ottenere i risultati promessi. Se ci limitiamo ai presunti vantaggi che il siero genico sperimentale avrebbe dovuto portare alla comunità - anzitutto l’immunità al virus e la ritrovata libertà di movimento – scopriamo che uno studio dell’Università di Oxford pubblicato su The Lancet ha dichiarato che la carica virale dei vaccinati con doppia dose è 251 volte maggiore rispetto ai primi ceppi del virus (qui), a dispetto dei proclami dei leader mondiali, a iniziare dal Primo Ministro italiano Mario Draghi, secondo il quale «chi si vaccina vive, chi non si vaccina muore». Gli effetti collaterali del siero genico, abilmente dissimulati o deliberatamente non registrati dalle autorità sanitarie nazionali, sembrano confermare il pericolo della somministrazione e le inquietanti incognite per la salute dei cittadini con cui dovremo presto confrontarci.



Dalla scienza allo scientismo



L’arte medica – che non è scienza, ma applicazione di principi scientifici a casi ogni volta diversi, su base esperienziale e sperimentale – sembra aver rinunciato alla propria prudenza, in nome di un’emergenza che l’ha fatta assurgere a sacerdozio di una religione – la scienza, appunto – che per essere tale si è ammantata di un dogmatismo al limite della superstizione. I ministri di questo culto si sono costituiti come casta di intoccabili, esenti da ogni critica anche quando le loro affermazioni vengono smentite dall’evidenza dei fatti. I principi della medicina, ritenuti universalmente validi fino a Febbraio 2020, hanno ceduto all’improvvisazione, al punto da sentirci raccomandare la vaccinazione in piena pandemia, l’obbligo di mascherine dichiarate però inutili, il ricorso a distanziamenti cervellotici, la proibizione di cure con farmaci efficaci e l’imposizione di terapie geniche sperimentali in deroga ai normali protocolli di sicurezza. E come vi sono nuovi sacerdoti del Covid, così vi sono anche nuovi eretici, ossia coloro che rifiutano la nuova religione pandemica e vogliono rimanere fedeli al Giuramento di Ippocrate. Non di rado l’aura di infallibilità che circonda virologi ed altri scienziati più o meno titolati non pare messa in discussione dai loro conflitti di interesse né dalle cospicue prebende delle case farmaceutiche: la qual cosa, in condizioni normali sarebbe scandalosa e criminale.



Ciò che molti non riescono a comprendere è la incongruenza tra gli scopi dichiarati e i mezzi che di volta in volta vengono adottati per ottenerli. Se in Svezia l’assenza di lockdown e di mascherine non ha comportato contagi superiori a quelli dei paesi in cui si sono confinate le persone a casa o dove si sono fatte mettere le mascherine anche nelle scuole primarie, questo elemento non viene considerato come prova dell’inefficacia dei provvedimenti. Se in Israele o in Gran Bretagna la vaccinazione di massa ha incrementato i contagi e li ha resi più virulenti, il loro esempio non induce i governanti di altri paesi ad essere prudenti nella campagna vaccinale, ma anzi li spinge a valutare l’obbligatorietà della somministrazione. Se l’ivermectina o il plasma iperimmune si dimostrano cure valide, ciò non basta ad autorizzarle e men che meno a raccomandarle. E chi si domanda il motivo di tale sconcertante irrazionalità finisce per astenersi dal giudizio, riponendo una sorta di adesione fideistica nei pronunciamenti dei sacerdoti del Covid, o viceversa considerando i medici come degli inaffidabili stregoni.



Un unico copione sotto un’unica regia



Come ho già detto in precedenza, ci troviamo davanti a un inganno colossale, basato sulla menzogna e sulla frode. Questo inganno parte dalla premessa che le giustificazioni addotte dall’autorità a supporto della propria azione nei nostri riguardi siano sincere. Più semplicemente, l’errore consiste nel ritenere onesti i governanti e nel presumere che non ci mentano. Così ci ostiniamo a trovare delle giustificazioni più o meno plausibili, con il solo scopo di non riconoscere di essere oggetto di una congiura pianificata nei minimi dettagli. E mentre cerchiamo di spiegare razionalmente comportamenti irrazionali; mentre attribuiamo una logica all’agire illogico di chi ci governa, la dissonanza cognitiva ci porta a chiudere gli occhi sulla realtà e a credere alle menzogne più spudorate.



Avremmo dovuto comprendere – lo scrivevo tempo addietro – che il piano del Great Reset non era il frutto dei farneticamenti di qualche “complottista”, ma la cruda evidenza di un disegno criminale, ideato da decenni e volto all’instaurazione di una dittatura universale in cui una minoranza di persone incommensurabilmente ricche e potenti intende schiavizzare e sottomettere l’intera umanità all’ideologia globalista. Perché l’accusa di “cospirazionismo” poteva forse avere un senso quando ancora la cospirazione non era evidente, mentre oggi negare ciò che l’élite ha progettato sin dagli anni Cinquanta è ingiustificabile. Ciò che dal dopoguerra hanno affermato Kalergi, i Rotschild, i Rockefeller, Klaus Schwab, Jacques Attali e Bill Gates è stato pubblicato in libri e giornali, commentato e ripreso da enti e fondazioni internazionali, fatto proprio da partiti e maggioranze di governo. Gli Stati Uniti d’Europa, l’immigrazione incontrollata, la riduzione dei salari, la cancellazione delle garanzie sindacali, la rinuncia alla sovranità nazionale, la moneta unica, il controllo dei cittadini col pretesto di una pandemia, la riduzione della popolazione tramite l’uso di vaccini con nuove tecnologie non sono invenzioni recenti, ma frutto di un’azione pianificata, organizzata, coordinata. Un’azione che si mostra in tutta evidenza perfettamente aderente ad un unico copione sotto un’unica regia.



La mens criminale



Una volta che si sia compreso che gli eventi presenti sono stati voluti per ottenere determinati risultati – e di conseguenza per perseguire determinati interessi ad una parte minoritaria dell’umanità, con un danno incalcolabile per la maggioranza – dobbiamo anche avere l’onestà di riconoscere la mens criminale degli autori di questo piano. Questo disegno criminoso ci fa anche comprendere il dolo dell’autorità nel presentare certi provvedimenti come ineluttabile risposta ad eventi imprevedibili, quando gli eventi sono stati creati ad arte e ingigantiti col solo scopo di legittimare una rivoluzione – che Schwab identifica come quarta rivoluzione industriale – voluta dall’élite ai danni dell’intera umanità. L’asservimento dell’autorità è d’altra parte il risultato di un processo iniziato ancor prima, con la Rivoluzione Francese, e che ha reso la classe politica serva non di Dio (dalla cui Signoria prescinde sdegnosamente) né del popolo sovrano (che disprezza e usa solo per legittimarsi), ma dei potentati economici e finanziari, dell’oligarchia internazionale dei banchieri e degli usurai, delle multinazionali e delle case farmaceutiche. In realtà, a ben vedere, tutti questi soggetti fanno capo ad un numero ristretto di famiglie ricchissime ben note.



Pari asservimento è evidente anche nell’informazione: i giornalisti hanno accettato – senza alcuno scrupolo di coscienza – di prostituirsi al potente, giungendo a censurare la verità e a divulgare menzogne spudorate senza cercare nemmeno di dar loro parvenza di credibilità. Se fino all’anno scorso i giornalisti contavano i numeri delle “vittime” del Covid presentando i positivi come malati terminali, oggi coloro che muoiono dopo il vaccino sono sempre e solo colti da “malore” e ancor prima degli esami post mortem decidono d’ufficio che non vi è alcuna correlazione con la somministrazione del siero genico. Costoro stravolgono impunemente la verità, quando questa non conferma la narrazione, piegandola ai loro scopi.



Quanto avviene da un anno e mezzo era stato ampiamente annunciato, fin nei minimi dettagli, dagli stessi artefici del Great Reset; così come ci erano stati annunciati i provvedimenti che si sarebbero dovuti adottare. Il 17 Febbraio 1950, dinanzi al Senato degli Stati Uniti, il noto banchiere James Warburg disse: «Avremo un governo mondiale, che vi piaccia o no. La sola questione che si pone è di sapere se questo governo mondiale sarà stabilito col consenso o con la forza». Quattro anni dopo nasceva il Gruppo Bilderberg, che ha annoverato tra i suoi membri personaggi come Agnelli, Kissinger, Mario Monti e Mario Draghi, attuale Primo Ministro italiano. Nel 1991 David Rockefeller scriveva: «Il mondo è pronto per raggiungere un governo mondiale. La sovranità sovranazionale di una élite intellettuale e di banchieri mondiali è sicuramente preferibile all’autodeterminazione nazionale praticata nei secoli passati». E aggiungeva: «Siamo sull'orlo di una trasformazione globale. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è la “giusta” crisi globale e le nazioni accetteranno il Nuovo Ordine Mondiale». Possiamo affermare, oggi, che questa «“giusta” crisi» coincida con l’emergenza pandemica e con il Lock step delineato sin dal 2010 dal documento della Fondazione Rockefeller, Scenari per il futuro della tecnologia e dello sviluppo internazionale, in cui si anticipavano tutti gli eventi a cui stiamo assistendo (qui).



Costoro hanno insomma creato un falso problema per poter imporre come apparente soluzione le misure di controllo della popolazione, cancellare con i lockdown e il green pass la piccola e media impresa a tutto vantaggio di pochi gruppi internazionali, demolire l’istruzione con la didattica a distanza, abbassare il costo della manodopera e del lavoro dipendente con lo smart working, privatizzare la sanità pubblica a vantaggio di BigPharma, consentire ai Governi di usare lo stato d’emergenza per legiferare in deroga al diritto ed imporre i cosiddetti vaccini all’intera popolazione, rendendo i cittadini tracciabili in tutti i loro movimenti, malati cronici o sterili.



Tutto quello che l’élite voleva fare, l’ha fatto. E ciò che è incomprensibile è che dinanzi all’evidenza della premeditazione di questo immane crimine contro l’umanità, che vede complici e traditori i leader di quasi tutto il mondo, non vi sia un solo magistrato che apra un fascicolo contro costoro per appurare la verità e condannare i colpevoli e i complici. Chi dissente non è solo censurato, ma additato come nemico pubblico, come untore, come non-persona alla quale non vanno riconosciuti diritti.



Deep state e deep church



Ora, dinanzi ad un piano criminale sarebbe quantomeno logico denunciarlo e farlo conoscere, per poi poterlo scongiurare e processarne i colpevoli. La lista dei traditori dovrebbe iniziare dai capi di governo, dai ministri e dai parlamentari, per poi proseguire con i virologi e i medici corrotti, con i funzionari complici, con i vertici delle forze armate incapaci di opporsi alla violazione della Costituzione, con i giornalisti venduti, con i magistrati codardi e con i sindacati cortigiani. In quella lunga lista che un giorno forse sarà stilata, andrebbero elencati anche i vertici della Chiesa Cattolica, a cominciare da Bergoglio, e non pochi Vescovi, resisi zelanti esecutori della volontà del principe contro il mandato ricevuto da Cristo. E certo, in quell’elenco, si avrebbe contezza dell’estensione della congiura e del numero dei congiurati, a conferma della crisi dell’autorità e della perversione del potere civile e religioso. Si comprenderebbe, insomma, che la parte corrotta dell’autorità civile – il deep state – e dell’autorità ecclesiastica – la deep church – sono due facce della stessa medaglia, entrambe strumentali all’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale.



Per comprendere però questa alleanza tra potere civile e potere religioso, occorre riconoscere la dimensione spirituale ed escatologica del conflitto presente, inquadrandolo nella guerra che Lucifero, sin dalla sua caduta, ha scatenato contro Dio. Questa guerra, i cui esiti sono decisi ab aeterno con la inesorabile sconfitta di Satana e dell’Anticristo e la schiacciante vittoria della Donna circondata di stelle, si avvicina ormai all’epilogo: per questo le forze delle tenebre sono così scatenate, così impazienti di cancellare il nome di Nostro Signore dalla terra, di distruggerne non solo la presenza tangibile nelle nostre città abbattendo le chiese, demolendo le croci, sopprimendo le feste cristiane; ma anche eliminandone il ricordo, cancellando la Civiltà cristiana, adulterandone l’insegnamento, svilendone il culto. E per far questo, la presenza di una Gerarchia fedele e coraggiosa, disposta al martirio per difendere la Fede e la Morale cristiana, è certamente di intralcio. Ecco perché, sin dalla fase iniziale del piano mondialista, era indispensabile corrompere la Gerarchia nella morale e nella dottrina, infiltrarla con quinte colonne e cellule dormienti, privarla di qualsiasi anelito soprannaturale, renderla ricattabile grazie a scandali finanziari e sessuali; in vista di escluderla ed eliminarla una volta conseguito il proprio scopo, secondo la prassi invalsa.



La fine degli anni Cinquanta, quando il progetto del Nuovo Ordine andava prendendo forma, segnò questa operazione di infiltrazione che iniziò la propria opera di eversione pochi anni dopo, con il Concilio Ecumenico Vaticano II, in vista del quale l’elezione di Roncalli e l’estromissione del papabile Siri, “delfino” di Pacelli, rappresentarono un motivo di entusiasmo tanto per la componente progressista e modernista interna alla Chiesa, quanto per la componente comunista, liberale e massonica del mondo civile. Il Vaticano II rappresentò in seno al corpo ecclesiale ciò che il Giuramento della Pallacorda fu per la società civile: l’inizio della Rivoluzione. E se in molte occasioni ho voluto evidenziare l’indole eversiva del Concilio, oggi credo che meriti attenzione un’analisi storica in cui fatti apparentemente scollegati acquisiscono un significato inquietante e spiegano molte cose.



Liaisons dangereuses



Come ha riportato Michael J. Matt in un video recente su The Remnant (qui), oggi iniziamo a comporre tutte le tessere del mosaico e scopriamo – per stessa ammissione di uno dei protagonisti – che mons. Hélder Câmara, Arcivescovo di Olinda e Recife in Brasile, ebbe un incontro proprio in quegli anni con il giovane Klaus Schwab, fondatore del World Economic Forum e teorizzatore del Great Reset. Schwab, avendo conosciuto il Prelato per la sua opposizione alla Chiesa tradizionale e le sue tesi rivoluzionarie e pauperiste, lo invitò al Forum di Davos, considerando la sua partecipazione a questo evento come estremamente importante in vista del progetto del Nuovo Ordine. Sappiamo che Hélder Câmara fu tra gli organizzatori del Patto delle Catacombe, che pochi giorni prima della chiusura del Concilio, il 16 Novembre 1965, venne firmato da una quarantina di Vescovi ultraprogressisti. Tra le tesi ereticali di quel documento vi è anche la collaborazione all’instaurazione di «un altro ordine sociale, nuovo» (qui, n. 9) basato sulla giustizia e sull’uguaglianza. E non ci stupiamo nell’apprendere che, tra i firmatari, figurava anche mons. Enrique Angelelli, ausiliare di Cordoba in Argentina, «punto di riferimento per l’allora padre Jorge Mario Bergoglio» (qui). Lo stesso Bergoglio ha dichiarato di condividere le istanze del Patto delle Catacombe, sin dall’inizio del Pontificato. Il 20 Ottobre 2019, in occasione del Sinodo per l’Amazzonia, è stata replicata la celebrazione del patto tra congiurati alle Catacombe di Santa Domitilla, (qui), a conferma che il piano iniziato al Concilio aveva trovato compimento proprio in Jorge Mario Bergoglio. Il quale, lungi dal prendere le distanze dagli ultraprogressisti che lo sostengono e che ne hanno determinato l’elezione all’ultimo Conclave, non perde occasione per dar prova di perfetta coerenza con il piano del Nuovo Ordine Mondiale, ad iniziare dalla collaborazione di enti e dicasteri vaticani all’ambientalismo di matrice malthusiana e dalla partecipazione al Council For Inclusive Capitalism, un’alleanza globale con Rothschild, Fondazione Rockefeller e grandi banche. Così da un lato David Rockefeller con la Commissione Trilaterale e dall’altro Klaus Schwab, imparentato con i Rothschild (qui), con il World Economic Forum si ritrovano a braccetto con il capo della Chiesa Cattolica per instaurare il Nuovo Ordine tramite il Great Reset, come pianificato sin dagli anni Cinquanta.



Il piano di depopolazione mondiale



In questo pactum sceleris vanno annoverati anche alcuni esponenti della Pontificia Accademia per la Vita, recentemente stravolta nel suo organigramma proprio da Bergoglio, che ne ha allontanato i membri più fedeli al Magistero sostituendoli con teorizzatori della depopolazione, della contraccezione e dell’aborto. Non c’è da stupirsi per l’appoggio della Santa Sede ai vaccini: il Sovereign Independent del Giugno 2011 riportava in prima pagina: «Depopolazione tramite la vaccinazione forzata: la soluzione dello zero anidride carbonica» (qui). A lato del titolo, una foto di Bill Gates era accompagnata da questo commento: «Il mondo conta oggi 6,8 miliardi di persone. Questo porterà a 9 miliardi. Se facciamo un lavoro davvero ben fatto con i nuovi vaccini, la cura della salute, i servizi di salute riproduttiva [ossia l’aborto e la contraccezione], siamo in grado di ridurre la popolazione del 10 o 15 percento». Lo diceva undici anni fa Bill Gates, che oggi è tra gli azionisti del gruppo Black Rock che finanzia le case farmaceutiche che producono i vaccini, tra i principali sponsor dell’OMS e di una miriade di enti pubblici e privati connessi alla sanità. Al suo fianco, curiosamente, troviamo George Soros, il “filantropo” di Open Society che proprio con la Bill and Melinda Gates Foundation ha recentemente investito in una società britannica che produce tamponi per rilevare il Covid (qui). E visto che stiamo parlando di questioni economiche, vorrei ricordare che la Santa Sede ha posseduto quote azionarie per un valore di circa 20 milioni di euro in due industrie farmaceutiche che producevano un farmaco contraccettivo (qui) e più recentemente ha investito in un fondo che garantiva profitti altissimi in caso di crisi geopolitiche o pandemiche grazie alla speculazione sulle valute internazionali, il Geo-Risk gestito dalla banca d’affari Merril Lynch, che dopo i primi mesi di pandemia con i rendimenti schizzati alle stelle, ha dovuto chiuderlo. Altri capitali, provenienti dall’Obolo di San Pietro, erano serviti a finanziare svariate iniziative, anche in collaborazione con Lapo Elkann, tra cui il film autobiografico di Elton John. Senza evocare le speculazioni immobiliari e l’acquisto del palazzo di Londra, al numero 60 di Sloane Avenue, di cui la cronaca ci ha ampiamente informato, che da fonte sicura so essere stato deciso da Bergoglio stesso. Ancora: sempre in nome della coerenza e della “chiesa povera per i poveri” tanto cara a Bergoglio, vi è chi ritiene che l’Accordo con la Cina preparato dai Gesuiti e dall’ex-Cardinale McCarrick abbia fruttato cospicui finanziamenti da parte del regime comunista di Pechino, in cambio del silenzio vaticano sulla persecuzione dei Cattolici e sulla violazione dei diritti umani (qui).



Non diversamente è avvenuto per il racket dell’immigrazione: tra quanti traggono profitto dall’accoglienza vi sono, oltre alle cooperative di Sinistra, gli enti vaticani e delle Conferenze Episcopali, ai quali gli Stati riconoscono cospicui finanziamenti per l’accoglienza dei clandestini. L’orrido monumento col barcone di bronzo eretto da Bergoglio in Piazza San Pietro è la rappresentazione plastica di un’ipocrisia che è il marchio di questo pontificato. In una recente Udienza del Mercoledì, abbiamo potuto sentire queste parole: «L’ipocrita è una persona che finge, lusinga e trae in inganno perché vive con una maschera sul volto, e non ha il coraggio di confrontarsi con la verità. […] È particolarmente detestabile l’ipocrisia nella Chiesa. Purtroppo esiste l’ipocrisia nella Chiesa: ci sono tanti cristiani e tanti ministri ipocriti» (qui). Mi pare che non servano commenti.



Interferenze del deep state



Le interferenze del deep state sulla vita della Chiesa cattolica furono molteplici. Non possiamo dimenticare le mail di John Podesta a Hillary Clinton, dalle quali si evince l’intenzione di estromettere Benedetto XVI dal papato e di iniziare così una nuova «primavera della Chiesa», progressista e globalista, poi realizzatasi con le dimissioni di Benedetto e l’elezione dell’Argentino. Né possiamo tralasciare le interferenze di enti e istituzioni tutt’altro che vicine alla Religione, quali ad esempio il B’nai B’rith, nel dettare la linea di “rinnovamento” della Chiesa dopo il Vaticano II e massimamente sotto questo Pontificato. Infine, vanno ricordati da un lato gli sdegnosi rifiuti di udienza a personalità politiche e istituzionali di orientamento conservatore, e dall’altro gli appassionati incontri sorridenti con esponenti della Sinistra e del progressismo, assieme alle espressioni di entusiastica soddisfazione in occasione della loro elezione. Molti di costoro devono il proprio successo all’aver frequentato Università rette dalla Compagnia di Gesù o ambienti del cattolicesimo che in Italia si potrebbe definire dossettiano, dove la rete di relazioni sociali e politiche costituisce una sorta di massoneria progressista e assicura folgoranti carriere ai cosiddetti “cattolici adulti”, ossia a coloro che si fregiano del nome cristiano senza comportarsi nel servizio della cosa pubblica coerentemente con la Fede e la Morale: Joe Biden e Nanci Pelosi; Prodi, Monti, Conte e Draghi per citare solo loro. Come si vede, la cooperazione tra deep state e deep church è di vecchia data e ha ormai sortito i risultati auspicati dai suoi fautori, con gravissimo danno dello Stato e della Religione.



La chiusura delle chiese a inizio 2020, ancor prima che le autorità civili imponessero i lockdown; la proibizione della celebrazione delle Messe e dell’amministrazione dei Sacramenti durante l’emergenza pandemica; la grottesca esibizione del 27 Marzo in Piazza San Pietro (qui); l’insistenza sui vaccini e la loro promozione come moralmente leciti nonostante siano prodotti con linee cellulari provenienti da feti abortivi; le dichiarazioni di Bergoglio secondo cui il siero genico rappresenterebbe un «dovere morale» per ogni Cristiano; l’introduzione del passaporto sanitario in Vaticano e più recentemente nelle scuole cattoliche e in alcuni Seminari; la proibizione della Santa Sede ai Vescovi di pronunciarsi contro l’obbligo vaccinale, prontamente fatta propria da alcune Conferenze Episcopali sono tutti elementi che dimostrano la subalternità della deep church agli ordini del deep state, e l’organicità della chiesa bergogliana al piano globalista. Se a questo si unisce il culto idolatrico della pachamama sotto le volte di San Pietro; l’insistenza sull’ecumenismo irenista, sul pacifismo, sul pauperismo; la morale della situazione e la sostanziale legittimazione dell’adulterio e del concubinato di Amoris lætitia; la dichiarazione di illiceità della pena di morte; l’endorsement a politici di sinistra, leader rivoluzionari, convinti abortisti; le parole di comprensione per le istanze LGBT, per gli omosessuali e i transessuali; i silenzi sulla legittimazione delle unioni omosessuali e quelli ancor più sconcertanti sulla benedizione delle coppie sodomitiche da parte di Vescovi e sacerdoti tedeschi; la proibizione della Messa tridentina con l’abolizione del Motu Proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI, ci rendiamo conto che Jorge Mario Bergoglio sta svolgendo l’incarico affidatogli dall’élite globalista, che lo vede liquidatore della Chiesa Cattolica e fondatore di una setta filantropica ed ecumenica di ispirazione massonica che dovrebbe costituire la Religione Universale a sostegno del Nuovo Ordine. Che questa azione sia compiuta con piena consapevolezza, per pavidità o sotto ricatto, nulla toglie alla gravità di quanto avviene, né alla responsabilità morale di chi se ne fa promotore.



La matrice luciferina del Nuovo Ordine Mondiale



A questo punto occorre chiarire cosa si intenda con Nuovo Ordine Mondiale, o meglio cosa intendano i suoi artefici, a prescindere da quanto affermano pubblicamente. Poiché da un lato è vero che vi è un progetto, chi lo ha concepito e chi è incaricato di eseguirlo; ma dall’altro è vero che i principi ispiratori di quel progetto non sempre sono confessabili, o quantomeno che non possono essere ammessi ore rotundo in stretta relazione a quanto accade oggi, dal momento che questa ammissione susciterebbe opposizione anche nei più pacifici e moderati. Una cosa infatti è imporre il green pass con la scusa della pandemia; un’altra riconoscere che lo scopo del passaporto sanitario è di abituarci ad essere tracciati; un’altra dire che questo controllo totale è il «marchio della Bestia» di cui parla l’Apocalisse (Ap 13, 16-18). Mi perdonerà il lettore se per argomentare le mie affermazioni dovrò ricorrere a citazioni di tale gravità e malvagità, da suscitare sconcerto e orrore: è necessario per capire quali siano gli intenti degli artefici di questo complotto, e quale la battaglia epocale che essi muovono a Cristo e alla Sua Chiesa.



Per comprendere le radici esoteriche del pensiero che sta alla base delle Nazioni Unite già vagheggiate da Giuseppe Mazzini, non possiamo non considerare personaggi come Albert Pike, Eliphas Levi, Helena Blavatsky, Alice Ann Bailey o altri adepti delle sette luciferine. I loro scritti, pubblicati sin dalla fine dell’Ottocento, sono ampiamente rivelatori.



Albert Pike, amico di Mazzini e come lui massone, in un discorso del 1889 tenuto in Francia agli alti gradi della Massoneria e poi ripreso il 19 Gennaio 1935 dalla rivista inglese The Freemason, affermò:



«Ciò che dobbiamo dire alle folle è che noi adoriamo un dio, ma è il dio che si adora senza superstizione [...]. La Religione massonica dovrebbe essere mantenuta, da tutti noi iniziati degli alti gradi, nella purezza della dottrina luciferina. Se Lucifero non fosse dio, Adonai [il Dio dei cristiani] le cui azioni provano la sua crudeltà, perfidia, odio per l’uomo, barbarie e repulsione per la scienza, lo avrebbe calunniato con i suoi preti? Sì, Lucifero è dio e sfortunatamente anche Adonai è Dio. Per la legge eterna, per cui non v’è luce senza ombra, bellezza senza bruttezza, bianco senza nero, l’assoluto può esistere solo come due divinità: essendo l’oscurità necessaria alla luce per servirle da contrasto, come il piedistallo è necessario alla statua ed il freno alla locomotiva... la dottrina del Satanismo è un’eresia; e la vera e pura religione filosofica è la fede in Lucifero, l’eguale di Adonai; ma Lucifero, dio di luce e dio del bene, sta lottando per l’umanità contro Adonai, il Dio delle tenebre e demonio» . Questa professione di fede nella divinità di Satana non è solo una ammissione di chi sia il vero Grande Architetto che adora la Massoneria, ma un blasfemo progetto politico che passa attraverso l’ecumenismo conciliare, di cui è prima teorizzatrice appunto la Massoneria: «Il Cristiano, l’Ebreo, il Musulmano, il Buddista, il seguace di Confucio e di Zoroastro possono unirsi come fratelli e accomunarsi nella preghiera al solo dio che è sopra a tutti gli altri dei» (cfr. Albert Pike, Morals and Dogma, ed. Bastogi, Foggia 1984, vol. VI, pag 153). E chi sia il «solo dio che è sopra a tutti gli altri dei» ci è stato spiegato bene nella citazione precedente.


Ancora:



«Noi scateneremo i nichilisti e gli atei e provocheremo un cataclisma sociale formidabile che mostrerà chiaramente, in tutto il suo orrore, alle nazioni, l’effetto dell’ateismo assoluto, origine della barbarie e della sovversione sanguinaria. Allora, ovunque, i cittadini, obbligati a difendersi contro una minoranza mondiale di rivoluzionari, [...] riceveranno la vera luce attraverso la manifestazione universale della pura dottrina di Lucifero, rivelata finalmente alla vista del pubblico; manifestazione alla quale seguirà la distruzione della Cristianità e dell’ateismo conquistati e schiacciati allo stesso tempo!» (cfr. Lettera del 15 agosto 1871 a Giuseppe Mazzini, Biblioteca del British Museum di Londra).



Non sfuggirà che la «grande eresia della separatività» suona curiosamente in assonanza con l’ecumenismo condannato da Pio XI nell’Enciclica Mortalium animos, fatto proprio dalla dichiarazione conciliare Dignitatis humanæ e confluito recentemente nella dottrina dell’«inclusività» formulata da chi ha consentito che venisse reso culto idolatrico alla pachamama in San Pietro. Ed è chiaro che con separatività si vuole designare in chiave negativa la doverosa separazione del bene dal male, del vero dal falso, del giusto dall’ingiusto che costituisce il criterio di giudizio morale del comportamento umano. Ad esso si oppone l’inclusività, ossia il lasciarsi deliberatamente contaminare dal male per adulterare il bene, l’equiparare il vero e il falso per corrompere il primo e dare legittimità al secondo.



Le comuni radici ideologiche dell’ecumenismo



Se non si comprende che le radici ideologiche dell’ecumenismo sono intrinsecamente legate all’esoterismo luciferino massonico, non si può cogliere il nesso che lega le deviazioni dottrinali del Vaticano II al piano del Nuovo Ordine Mondiale. Di quelle velleità pacifiste ed ecumeniste fu triste esempio il Sessantotto, in cui l’Era dell’Acquario venne celebrata in musica dagli Hair in Aquarius (1969) e poi da John Lennon con Imagine (1971).



«Immaginate che non ci sia nessun paradiso. Se ci provate è facile. Nessun inferno sotto di noi. Sopra di noi solo il cielo, immaginate tutta la gente che vive solo per l’oggi. Immaginate che non ci siano patrie. Non è difficile. Nulla per cui uccidere o morire e anche nessuna religione. Immaginate tutta la gente che vive la vita in pace. Si potrebbe dire che io sia un sognatore ma non sono l’unico. Spero che un giorno vi unirete a noi e il mondo sarà un’unica entità. Immaginate che non ci siano proprietà. Mi domando se si possa: nessuna necessità di cupidigia o brama, una fratellanza di uomini. Immaginate tutta la gente condividere tutto il mondo».



Questo manifesto del nihilismo massonico può essere considerato l’inno del globalismo e della nuova religione universale. Un’anima non traviata non può che provare orrore per queste parole blasfeme. E per quelle non meno blasfeme di God (1970): «God is a concept by which we measure our pain. […] I just believe in me», «Dio è un concetto con cui misuriamo il nostro dolore. […] Io credo solo in me».  



Comprendo che per molti sia angosciante accettare che la Gerarchia possa essersi lasciata trarre in inganno dai suoi nemici, facendo proprie le loro istanze in questioni che toccano l’anima stessa della Chiesa Di certo vi furono Prelati massoni che riuscirono a introdurre al Concilio le loro idee dissimulandole, ma nella piena consapevolezza che esse avrebbero inesorabilmente condotto alla realizzazione di quella demolizione della Religione che è la premessa per l’instaurazione della Nuova Era – l’Età dell’Acquario – in cui Nostro Signore è bandito dalla società per accogliervi l’Anticristo. Si comprende allora quell’indulgenza ammiccante di tante personalità ecclesiastiche – penso ai Cardinali Martini e Ravasi, tra i tanti – nei confronti della Massoneria, e la loro opposizione alle scomuniche che i Papi rinnovarono contro la setta. Si comprende anche il motivo dell’entusiasmo delle Logge all’elezione di Bergoglio, e viceversa il loro malcelato odio nei riguardi di Benedetto XVI, considerato come il kathèkon da eliminare.



Va pur ricordato, con qualche imbarazzo, che certe affermazioni di Ratzinger fanno pensare ad un tentativo di “cristianizzare” il progetto mondialista, senza condannarlo come anticristico e anticristiano: «Lasciati prendere per mano dal Bambino di Betlemme, non temere, fidati di Lui, la forza vivificante della Sua luce ti incoraggia ad impegnarti nell’edificazione di un Nuovo Ordine Mondiale» (qui). Queste parole, purtroppo, confermano la fallacia del pensiero hegeliano, che ha influenzato il professore di Tubinga sino al Soglio. Di certo questa mancata presa di posizione del Pontefice ha autorizzato a considerarlo in qualche modo un alleato del piano globalista, se il Presidente Napolitano ha potuto affermare, nel discorso di fine anno del 2006 agli Italiani: «C’è sintonia tra me e il Papa Benedetto XVI nel sostenere un Nuovo Ordine Mondiale» (31 Dicembre 2006). D’altra parte, il processo hegeliano di tesi-antitesi-sintesi echeggia il motto Solve et coagula dell’alchimia, adottato dalla Massoneria e dall’esoterismo luciferino. Motto che compare sulle braccia di Baphomet, idolo infernale adorato dai vertici della setta per stessa ammissione dei suoi più autorevoli membri. Philip Jones, nel suo saggio Lucifer rising, precisa che la dialettica hegeliana «combina una forma di Cristianesimo come tesi con uno spiritualismo pagano come antitesi, con il risultato di una sintesi molto simile alle religioni misteriche babilonesi».



Il panteismo globalista di Theilard de Chardin



L’ecumenismo è uno dei temi chiave del pensiero globalista. Lo conferma Robert Muller, che fu assistente del Segretario delle Nazioni Unite: «Dobbiamo muoverci il più velocemente possibile verso un governo unico mondiale, una religione unica mondiale e un unico leader mondiale». Prima di lui, uno dei fautori della Società delle Nazioni, Arthur Balfour, creò la Syntethic Society, che aveva come scopo la creazione della “religione unica mondiale”. Lo stesso Pierre Theilard de Chardin s.j., eretico gesuita condannato dal Sant’Uffizio ed oggi celebrato teologo del progressismo, considerava le Nazioni Unite come «l’incarnazione istituzionale progressista della sua filosofia», auspicando «una convergenza generale delle religioni su un Cristo universale che le soddisfi tutte... mi pare l’unica possibile conversione del mondo, e la sola forma in cui può essere concepita una religione del futuro», per «ridurre il divario tra panteismo e Cristianesimo con il tirar fuori quello che si potrebbe chiamare l’anima Cristiana del Panteismo o l’aspetto panteista della Cristianità». Non sfuggirà che la pachamama e l’attribuzione di connotazioni mariane alla Madre Terra concretizza in modo inquietante questi concetti di Theilard de Chardin. Non basta: Robert Muller, teorizzatore del governo mondiale e seguace della teosofa Alice A. Bailey, dichiara: «Teilhard de Chardin influenzò il suo compagno [il gesuita padre Emmanuel Saguez de Breuvery, che ricoprì importanti incarichi all’ONU], il quale ispirò i suoi colleghi, che iniziarono un ricco processo di pensiero globale e a lungo termine all’interno delle Nazioni Unite, che ha interessato molte nazioni e persone in tutto il mondo. Io sono stato profondamente influenzato da Teilhard».. In The future man, Theilard scrive: «Anche se la sua forma non è ancora visibile, domani l'umanità si risveglierà in un mondo pan-organizzato». Muller fu fondatore del World Core Curriculum, che si prefiggeva di «orientare i nostri figli verso la cittadinanza globale, le credenze centrate sulla terra, i valori socialisti e la mentalità collettiva, i quali stanno diventando un requisito per la forza lavoro del XXI secolo» (New Man Magazine). E se con orgoglio egli rivendica tra i propri ispiratori proprio Alice A. Bailey, scopriamo che la teosofa fu discepola del Movimento Teosofico fondato da Helena Blavatsky, dichiaratamente luciferina. Giusto per inquadrare il personaggio, ecco alcune citazioni della Blavatsky: «Lucifero rappresenta la Vita, il Pensiero, il Progresso, la Civiltà, la Libertà, l’Indipendenza... Lucifero è il Logos, il Serpente, il Salvatore». E, anticipando quasi la pachamama: «La Vergine Celeste diventa così, contemporaneamente, la Madre degli Dei e dei Demoni, perché essa è la Divinità benefica sempre amorevole... ma nell’antichità e nella realtà Lucifero è il nome. Lucifero è Luce divina e terrestre, lo Spirito Santo e Satana nello stesso momento». Per finire con: «È Satana che è il dio del nostro pianeta e l’unico dio». La Bailey fondò la Lucifer publishing company, ora nota come Lucis publishing company, strettamente connessa alla Lucis Trust, già Lucifer Trust, riconosciuta come ONG dalle Nazioni Unite. Se a questa congerie di farneticamenti infernali aggiungiamo le parole di David Spangler, Direttore del progetto Planetary Initiative delle Nazioni Unite, ci rendiamo conto di quanto sia terribile la minaccia che incombe su tutti noi: «Nessuno farà parte del Nuovo Ordine Mondiale finché non compirà un atto di culto a Lucifero. Nessuno entrerà nella Nuova Era finché non avrà ricevuto l’iniziazione luciferina» (Reflections on the Christ, Findhorn, 1978).



Scrive Alice A. Bailey, a proposito della New Age: «Le conquiste della scienza, le conquiste delle nazioni e le conquiste del territorio sono tutte indicative del metodo dell’era dei Pesci [l’era di Cristo], con il suo idealismo, la sua militanza, e la sua separatività in tutti i campi – religiosi, politici ed economici. Ma l’età della sintesi, dell’inclusività e della comprensione è sopra di noi, e la nuova educazione dell’Era dell’Acquario [l’era dell’Anticristo] deve iniziare molto delicatamente a penetrare nell’aura umana». Oggi vediamo come i metodi di insegnamento teorizzati da Muller nel World Core Curriculum siano adottati da quasi tutti gli Stati, con l’ideologia LGBT, la teoria gender e tutte le altre forme di indottrinamento. Ce lo conferma l’ex direttore dell’OMS, il dottor Brook Chisolm, spiegando quello che la politica educativa dell’ONU vorrebbe ottenere: «Per raggiungere un governo mondiale, è necessario rimuovere dalle menti degli uomini il loro individualismo, la fedeltà alle tradizioni familiari, il patriottismo nazionale e i dogmi religiosi» (cfr. Christian World Report, Marzo 1991, Vol. 3).



Ecco ancora il fil rouge che lega non solo Klaus Schwab a Hélder Câmara, ma anche Robert Muller e Alice A. Bailey a Pierre Theilard de Chardin e Emmanuel Saguez de Breuvery, sempre in chiave globalista e sotto l’infausta ispirazione del pensiero luciferino. Un’analisi approfondita di questi inquietanti aspetti consentirà di far luce sulla verità e svelare le complicità e i tradimenti di non pochi uomini di Chiesa asserviti al nemico.



La nostra risposta dinanzi alla crisi dell’autorità



La corruzione dell’autorità è tale, da rendere molto difficile – quantomeno in termini umani – ipotizzare una via d’uscita pacifica. Nel corso della Storia, i regimi totalitari sono stati abbattuti con la forza. Riesce arduo pensare che la dittatura sanitaria che va instaurandosi in questi mesi possa essere combattuta diversamente, dal momento che tutti i poteri dello Stato, tutti i mezzi di informazione, tutte le istituzioni internazionali pubbliche e private, tutti i potentatiio economici e finanziari sono complici di questo crimine. Dinanzi a questo desolante scenario di corruzione e di conflitto di interessi, è indispensabile che tutti coloro che non sono asserviti al piano globalista si uniscano in un fronte compatto e coeso, per difendere i diritti naturali e religiosi, la propria salute e quella dei propri cari, la propria libertà, i propri beni. Dove l’autorità viene meno ai propri doveri, ed anzi tradisca lo scopo per il quale essa è costituita, la disobbedienza non è solo lecita, ma doverosa. Disobbedienza non violenta, almeno per ora, ma determinata e coraggiosa. Disobbedienza ai diktat illegittimi e tirannici dell’autorità civile, e ferma opposizione ai diktat dell’autorità ecclesiastica, laddove essa si mostri complice del piano infernale del Nuovo Ordine Mondiale.



Conclusione



Mi sia permesso concludere questa riflessione con un breve pensiero spirituale. Tutto ciò che sappiamo, che scopriamo e che comprendiamo del complotto globale in atto ci mostra una realtà tremenda ma allo stesso tempo nitida e chiara: vi sono due schieramenti, quello di Dio e quello di Satana, quello dei figli della Luce e quello dei figli delle tenebre. Non è possibile scendere a patti con il Nemico, né si possono servire due padroni (Mt 6, 24). Le parole di Nostro Signore devono essere scolpite nella nostra mente: «Chi non è con Me, è contro di Me; e chi non raccoglie con Me, disperde» (Mt 12, 30). Sperare di costruire un governo mondiale in cui sia bandita la divina regalità di Gesù Cristo è folle e blasfemo, e nessuno che abbia un simile progetto avrà mai successo. Dove regna Cristo, regna la pace, la concordia, la giustizia; dove non regna Cristo, Satana è tiranno. Pensiamoci bene, quando in nome di una chimerica convivenza pacifica dobbiamo scegliere se scendere a patti con l’avversario! E ci pensino anche quei Prelati e quei Governanti che pensano che la loro complicità tocchi solo questioni economiche o sanitarie, fingendo di non sapere cosa c’è dietro tutto questo.



Torniamo a Cristo, a Cristo Re dei cuori, delle famiglie, delle società e delle nazioni. ProclamiamoLo nostro Re, e Maria Santissima nostra Regina. Solo così questo progetto infame del Nuovo Ordine Mondiale potrà essere sconfitto. Solo così la Santa Chiesa potrà purificarsi dai traditori e dai rinnegati. E che Dio ascolti la nostra preghiera.



+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo



28 Agosto 2021


S. Augustini Episcopi et Confessoris et Ecclesiae Doctoris








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