Ambientalismo
30 settembre 2026

RESTA IN CLASSE IL LIBRO DI TESTO DEL GEOLOGO CHE ESCLUDE RESPONSABILITÀ UMANE SUL CLIMA
Il Comune di Belluno il libro che la lobby ambientalista voleva mettere fuori dalla scuola

Cosa mai credete: i bambini che a scuola bullizzano i compagni che vedono deboli, poi crescono, e ve li ritrovate nella vita da adulti. Com’è successo al presidente dell’Ordine professionale dei geologi del Veneto – Giorgio Giacchetti – che s’è permesso di far presente, in conferenza pubblica, poi stampata tra gli Atti di un convegno, che per affrontare gli eventi meteorologici estremi bisogna farlo con la prevenzione, non con la decarbonizzazione.  


Apriti cielo: il povero geologo diventa oggetto di un indegno massacro mediatico. Si mobilitano le truppe cammellate dei bulli ecocatastrofisti, chiedendo «la sospensione immediata della diffusione del volume degli Atti, il ritiro delle copie e una revisione dei contenuti prima di qualsiasi nuova edizione». Parole patetiche (e un po’ mitomani) di un tizio isolato, tale prof. Carlo Barbante (peraltro un chimico, per di più analitico, con competenze ignote nel campo della geologia) che però meravigliano assai se dette da un accademico. 


Resiste, invece, l’Assessore all’Ambiente del Comune di Belluno che aveva fatto distribuire il saggio nelle scuole superiori: «Non è un opuscolo, ma un libro di 157 pagine, con le relazioni dei conferenzieri e le fotografie del convegno», ha detto Lorenza De Kunovich al Corriere del Veneto. «Noi abbiamo solo pubblicato gli Atti del convegno, senza alcuna pretesa di stabilire chi avesse ragione e chi torto. Il contraddittorio è una cosa positiva». Complimenti quindi all’assessore, una delle poche ad aver capito qual è l’etichetta nella comunicazione scientifica.


Ma, non me ne voglia il presidente dell’Ordine dei geologi del Veneto, non è lui il vero bersaglio. A pensar male si fa peccato, ma sembrano, piuttosto, attacchi inquietanti verso professionisti, tanto più se giovani. Come dire: non v’azzardate a uscire fuori dalle righe, sennò vi facciamo neri, non vi facciamo lavorare, vi segreghiamo, vi paragoniamo ai negazionisti dell’olocausto, insomma vi distruggiamo. Occhio: avrete il trattamento riservato a Giacchetti.


Le truppe cammellate che si sono mobilitate, infatti, non hanno alcun credito scientifico: Cgil, Pd, Cinque-Stelle, Iv, Legambiente, Verdi. E, ultimo, ma non ultimo, il giornalismo di terza categoria di chi ha rinunciato a capire i fatti e fornirne informazione obiettiva, tutto prono al servizio della narrazione, falsa e bugiarda, che vuole «inequivocabile» la responsabilità umana del riscaldamento globale. Ma «inequivocabile» non può essere, visto che c’è un’ampia letteratura scientifica e una nutrita schiera di scienziati professionisti – gli oltre 2000 geologi, fisici e climatologi della Fondazione Clintel (tra cui due fisici premi Nobel) – che non concordano sulla responsabilità umana dei cambiamenti climatici. Letteratura e scienziati di cui Giacchetti si è solamente sentito in dovere di richiamare l’esistenza.


Contro le parole del geologo professionista, strilla, nomen omen, tale Gianna Fracassi, della segreteria della Cgil con laurea in giurisprudenza. Strilla tale Attilio Fratta, altro sindacalista con competenze in pedagogia. Strilla tale Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto, il cui curriculum nessuna IA riesce a trovare in rete. Strilla Elisabetta Piccolotti di Avs – laurea in «Scienze (sic!) della Comunicazione nella società della globalizzazione» – che annuncia un’interrogazione al Ministro all’Istruzione, al quale chiederebbe di riferire in Aula. Devo confessarvi che sto ridendo mentre scrivo queste parole: penso, povero Ministro, con quali soggetti gli tocca interagire. Un’altra che strilla (e interroga il Ministro) è la parlamentare del Pd Rachele Scarpa (studi di lettere). Di Italia Viva si unisce al coro addirittura il vicepresidente, Enrico Borghi, laurea in Scienze politiche. A strillare in nome del Movimento Cinque Stelle ci pensano la laureata triennale in biologia Ilaria Fontana e il geometra Pietro Lorefice. Né poteva naturalmente mancare un altro onorevole geometra: Angelo Bonelli, che si spinge ad accusare Giacchetti di aver avuto non una svista, ma di aver fatto «disinformazione pianificata». Addirittura pianificata. Tutti che strillano come oche, ma nessuno saprebbe dire perché.


Infine la stampa. Tralascio i giornali locali e cito solo La Stampa che si esibisce in acrobatiche piroette di ambiguità, presentando ai propri lettori due immagini affiancate: la foto di «Giorgio Giacchetti, presidente geologi Veneto», e la foto di «Rodolfo Carosi, presidente nazionale geologi». Il secondo contraddirebbe il primo, e chi legge ha l’impressione che Giacchetti sia il sottoposto (regionale) sconfessato dal superiore (nazionale). E proprio l’articolista, Laura Berlinghieri, ci tiene a precisare che contro Giacchetti «si è rivoltato lo stesso mondo della scienza, a partire dal suo». Senonché Carosi non è presidente nazionale dell’Ordine professionale dei geologi. Egli è sì professore di geologia, ma non è quello che La Stampa dà ad intendere: Carosi, insomma, non è del «mondo di Giacchetti». E su questo non ci sono ambiguità. Perché, se la giornalista avesse voluto intendere il mondo generico dei geologi, allora avrebbe detto una menzogna, perché c’è una nutrita schiera di geologi che condivide la posizione che il povero Giacchetti ha riferito esistere e ha invitato a non ignorare. No, il messaggio veicolato dalla giornalista è quello di un “superiore” che avrebbe sconfessato un “sottoposto”. Con ciò una delle due: o l’ha fatto apposta o dovrebbe pensare meglio prima di scrivere. 



In ogni caso, il prof. Carosi è stato molto superficiale quando ha affermato che «i cambiamenti climatici stanno avvenendo, oggi, con rapidità anomala»: non può non sapere che non è così, e non so perché l’abbia detto.


Franco Battaglia


Articolo pubblicato sul quotidiano LA VERITÀ il 30 settembre 2027











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